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	<title>Selvawiki</title> 
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			 <![CDATA[ Terra Preta ]]> 
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			http://avambardo.atwiki.com/page/Terra%20Preta
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 15:13:08 +0000</pubDate>
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		<title>
			 <![CDATA[ Coltivare ]]> 
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			<![CDATA[ *[[Agricoltura Naturale]]
*[[Orto Sinergico]]
*[[Composto dei Templari]]
*[[Fitoterapici Naturali]] ]]> 
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		<link>
			http://avambardo.atwiki.com/page/Coltivare
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 19:21:24 +0000</pubDate>
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			 <![CDATA[ Radura ]]> 
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			<![CDATA[ Wiki is a type of websites. You can edit wiki pages easily.




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			http://avambardo.atwiki.com/page/Radura
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 19:40:32 +0000</pubDate>
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		<title>
			 <![CDATA[ Poeti e scrittori ]]> 
		</title>
		<description>
			<![CDATA[ 
 
Poeti e Scrittori bioregionalisti
Etain
Addey, bioregionalista, scrittrice, astrologa e riabitante. Da più di
trent’anni vive con la propria famiglia in un piccolo podere in Umbrìa. Alleva
pecore, cavalli e galline, produce formaggio, marmellate e dal bosco prende il
necessario per riscaldare la casa e dai campi le verdure per cucinare. Membro
storico della Rete Bioregionale, scrive regolarmente per “AAM Terra Nuova”,
“Lato Selvatico” e il “Seminasogni”, tiene conferenze e funge da collegamento
per il locale mercatino di scambio e baratto. Il suo libro Una Gioia Silenziosa
è stato di recente pubblicato anche in America. E inglese d’origine.
L’incontro con il khidr
Di mattina nel fienile
Peter Berg,
bioregionalista, artista e scrittore. Attivista sociale nella San Francisco
degli anni ‘60 con i “Diggers” e con il gruppo di teatro di strada “Mime
Troupe”. Nei primi anni ‘70 fonda, con la moglie Judy Goldhaft, la “Fondazione
Planet Drum”, una organizzazione dedicata alla diffusione del concetto di
bioregione, sia in America che nel resto del mondo, attraverso pubblicazioni,
conferenze, convegni e progetti. Ha ideato il Green City Project per la città
di San Francisco e zone limitrofe. Ha fondato il gruppo internazionale Guard
Fox Watch, per rendere “verdi” i Giochi Olimpici invernali e attualmente è
impegnato in Equador con un progetto di ricostruzione della città Bahia de
Caraquez, devastata alcuni anni fa da un forte terremoto e dalle piogge
torrenziali di El Nifio, secondo i dettami di Città Ecologica.
Placet Drum, Il Tamburo del
Pianeta
James Koller, poeta,
scrittore, artista visivo, fotografo e bioregionalista. Negli anni ‘60 ha
pubblicato il periodico «Coyote’s Journal», nel quale scrivevano estesamente
vari personaggi del Movimento controculturale di quegli anni e,
successivamente, fonda la casa editrice (tuttora attiva) Coyote Books. Nella
sua più che quarantennale attività letteraria ha pubblicato innumerevoli libri
sia di poesia che di prosa. Tradotto in diverse lingue, tiene regolarmente
reading poetici sia nel suo paese che in Europa. Collabora con la Rete
Bioregionale italiana dal 1999 e vive con la sua famiglia nei boschi del
Maine.
Immagini e poesie dal mondo
fisico
Gary Lawless, poeta e
bioregionalista. Vive nella bioregione del Golfo del Maine. Oltre a scrivere
poesie gestisce con la mo il Gulfof Maine Bookstore ed è editore della
Blackberry Books. E stato tra gli organizzatori nel 1991 del 4° Congresso
bioregionale del Nordamerica, ed è stato più volte arrestato per essersi
opposto all’abbattimento delle foreste. Ha pubblicato diverse raccolte di
poesie ed è impegnato a dare voce, nel suo paese, a poeti cubani, iracheni e
lituani. E stato più volte in Italia ospite della Rete bioregionale.
Conversazione con Gary
Lawless
Dolores LaChapelle,
figura preminente del Movimento dell’Ecologia Profonda. Scrittrice, montanara,
provetta sciatrice delle nevi polverose. Profonda conoscitrice di cerimonie e
rituali dedicati alla Terra, ha diretto il Way of the Mountain Learning Center
a Silverton in Colorado, dove risiedeva. I suoi libri sono una sapiente
investigazione sulle cause che hanno allontanato la cultura occidentale dalla
natura e un pregevole contributo al recupero delle “vecchie
maniere”.
Un umana selvatica
 
Giuseppe Moretti, vive
e lavora la terra della propria fattoria biologica nella valle del Po. Produce
cereali, vino, frutta e verdure, che vende prevalentemente a domicilio. Nel
1992 inizia la pubblicazione di “Lato Selvatico” e nel 1996 è tra i membri
fondatori della Rete bioregionale italiana. E’ autore dì un piccolo pamphlet
Bacini Fluviali della Mente, pubblicato da Coyote Books.
La canzone della Terra
La natura batte per ultimo
Bioregioni: la consapevolezza di abitare
un luogo di relazioni
Per la Terra
Gary
Snyder, poeta, scrittore, buddista, montanaro e riabitante da più di
trent’anni sui monti della Sierra Nevada in California. Personaggio tra i più
lucidi e coerenti a livello artistico e intellettuale, ha studiato buddismo zen
per anni in un monastero in Giappone, è stato esponente della Beat Generation
prima e del Movimento controculturale degli anni ‘60 e ‘70 poi. Con il nome
Japhy Rider è il protagonista del romanzo di Jack Kerouac &quot;I vagabondi del
Dharma&quot;. La sua poesia, i suoi libri e la sua pratica sono stati fonte di
ispirazione sia per il Movimento bioregionale che dell’ecologia profonda. Fine
conoscitore dell’ecologia umana si è adoperato per il suo riequilibrio nella
più ampia ecologia della Terra. Ha insegnato Letteratura e Natura al
l’Università di Davis in California, i suoi libri sono tradotti in di versi
paesi del mondo e ha ricevuto vari premi letterari, tra i quali il premio
Pulitzer per la poesia nel 1974 e il premio Bollingen, sempre per la poesia,
nel 1997. Localmente, lavora con il Yuba Water shed Institute, per la
preservazione della foresta e dell’integrità ambientale.
Bibliografia in italiano

La grana delle cose(Edizioni Gruppo Abele/1987; cura e
traduzione di Alberto Cacopardo), scritti, poesie, interviste.
La grana delle cose(Edizioni e/o/1997; introduzione di
Riccardo Duranti) tratto dall'edizione sopra citata - riporta solo l'intervista
omonima rilasciata a Peter Barry Chowka e a Peter Orlovsky a New York
nell'aprile 1977.
Ri-abitare nel grande
flusso(edizioni
Arianna, 2001), scritti e poesie.
L'isola della Tartaruga/Turtle
Island(Edizioni
Stampa Alternativa, 2004; cura e traduzione di Chiara D'Ottavi), poesie e
saggi, Premio Pulitzer per la poesia 1975

 

Intervista a Gary
Snyder

 
 ]]> 
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		<link>
			http://avambardo.atwiki.com/page/Poeti%20e%20scrittori
		</link>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 14:42:36 +0000</pubDate>
	</item>
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		<title>
			 <![CDATA[ Macerato d&#039; Ortica ]]> 
		</title>
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			<![CDATA[  ]]> 
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		<link>
			http://avambardo.atwiki.com/page/Macerato%20d%27%20Ortica
		</link>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 18:19:26 +0000</pubDate>
	</item>
		<item>
		<title>
			 <![CDATA[ Poeti e scrittori bioregionalisti ]]> 
		</title>
		<description>
			<![CDATA[ ==Poeti e scrittori bioregionalisti==

===Etain Addey===
bioregionalista, scrittrice, astrologa e riabitante. Da più di trent’anni vive con la propria famiglia in un piccolo podere in Umbrìa. Alleva pecore, cavalli e galline, produce formaggio, marmellate e dal bosco prende il necessario per riscaldare la casa e dai campi le verdure per cucinare. Membro storico della Rete Bioregionale, scrive regolarmente per “AAM Terra Nuova”, “Lato Selvatico” e il “Seminasogni”, tiene conferenze e funge da collegamento per il locale mercatino di scambio e baratto. Il suo libro Una Gioia Silenziosa è stato di recente pubblicato anche in America. E inglese d’origine.
*[[L’incontro con il khidr]]
*[[Di mattina nel fienile]]
==Peter Berg==
bioregionalista, artista e scrittore. Attivista sociale nella San Francisco degli anni ‘60 con i “Diggers” e con il gruppo di teatro di strada “Mime Troupe”. Nei primi anni ‘70 fonda, con la moglie Judy Goldhaft, la “Fondazione Planet Drum”, una organizzazione dedicata alla diffusione del concetto di bioregione, sia in America che nel resto del mondo, attraverso pubblicazioni, conferenze, convegni e progetti. Ha ideato il Green City Project per la città di San Francisco e zone limitrofe. Ha fondato il gruppo internazionale Guard Fox Watch, per *rendere “verdi” i Giochi Olimpici invernali e attualmente è impegnato in Equador con un progetto di ricostruzione della città Bahia de Caraquez, devastata alcuni anni fa da un forte terremoto e dalle piogge torrenziali di El Nifio, secondo i dettami di Città Ecologica.
*[[Intervista]]
*[[Prospettive bioregionali]]

==James Koller==
poeta, scrittore, artista visivo, fotografo e bioregionalista. Negli anni ‘60 ha pubblicato il periodico «Coyote’s Journal», nel quale scrivevano estesamente vari personaggi del Movimento controculturale di quegli anni e, successivamente, fonda la casa editrice (tuttora attiva) Coyote Books. Nella sua più che quarantennale attività letteraria ha pubblicato innumerevoli libri sia di poesia che di prosa. Tradotto in diverse lingue, tiene regolarmente reading poetici sia nel suo paese che in Europa. Collabora con la Rete Bioregionale italiana dal 1999 e vive con la sua famiglia nei boschi del Maine.
*[[Immagini e poesie dal mondo fisico]]
==Gary Lawless==
poeta e bioregionalista. Vive nella bioregione del Golfo del Maine. Oltre a scrivere poesie gestisce con la mo il Gulfof Maine Bookstore ed è editore della Blackberry Books. E stato tra gli organizzatori nel 1991 del 4° Congresso bioregionale del Nordamerica, ed è stato più volte arrestato per essersi opposto all’abbattimento delle foreste. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie ed è impegnato a dare voce, nel suo paese, a poeti cubani, iracheni e lituani. E stato più volte in Italia ospite della Rete bioregionale.
*[[Conversazione con Gary Lawless]]
==Dolores LaChapelle==
figura preminente del Movimento dell’Ecologia Profonda. Scrittrice, montanara, provetta sciatrice delle nevi polverose. Profonda conoscitrice di cerimonie e rituali dedicati alla Terra, ha diretto il Way of the Mountain Learning Center a Silverton in Colorado, dove risiedeva. I suoi libri sono una sapiente investigazione sulle cause che hanno allontanato la cultura occidentale dalla natura e un pregevole contributo al recupero delle “vecchie maniere”.
*[[Umana selvatica]]

==Giuseppe Moretti==
vive e lavora la terra della propria fattoria biologica nella valle del Po. Produce cereali, vino, frutta e verdure, che vende prevalentemente a domicilio. Nel 1992 inizia la pubblicazione di “Lato Selvatico” e nel 1996 è tra i membri fondatori della Rete bioregionale italiana. E’ autore dì un piccolo pamphlet Bacini Fluviali della Mente, pubblicato da Coyote Books.
*[[La canzone della Terra]]
*[[La natura batte per ultimo]]
*[[Bioregioni: la consapevolezza di abitare un luogo di relazioni]]
*[[Per la Terra]]
==Gary Snyder==
poeta, scrittore, buddista, montanaro e riabitante da più di trent’anni sui monti della Sierra Nevada in California. Personaggio tra i più lucidi e coerenti a livello artistico e intellettuale, ha studiato buddismo zen per anni in un monastero in Giappone, è stato esponente della Beat Generation prima e del Movimento controculturale degli anni ‘60 e ‘70 poi. Con il nome Japhy Rider è il protagonista del romanzo di Jack Kerouac &quot;I vagabondi del Dharma&quot;. La sua poesia, i suoi libri e la sua pratica sono stati fonte di ispirazione sia per il Movimento bioregionale che dell’ecologia profonda. Fine conoscitore dell’ecologia umana si è adoperato per il suo riequilibrio nella più ampia ecologia della Terra. Ha insegnato Letteratura e Natura al l’Università di Davis in California, i suoi libri sono tradotti in di versi paesi del mondo e ha ricevuto vari premi letterari, tra i quali il premio Pulitzer per la poesia nel 1974 e il premio Bollingen, sempre per la poesia, nel 1997. Localmente, lavora con il Yuba Water shed Institute, per la preservazione della foresta e dell’integrità ambientale
*[[Intervista a Gary Snyder]] ]]> 
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		<link>
			http://avambardo.atwiki.com/page/Poeti%20e%20scrittori%20bioregionalisti
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 19:08:35 +0000</pubDate>
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		<title>
			 <![CDATA[ Agricoltura Naturale ]]> 
		</title>
		<description>
			<![CDATA[ ==Agricolturanaturale==

Di [[Emilia Hazelip]] 

La specie umana ha sempre saputo adattarsi ai problemi della sopravvivenza a ciò che ha dovuto affrontare dacché abita la Terra. 
Di nuovo oggi, l’attitudine della cultura occidentale minaccia l’evoluzione naturale del Pianeta e l’esistenza di molte specie. 
Anche se culturalmente abbiamo perduto lo stato di grazia, come umani possiamo reintegrarlo; lì comincia l’ ecologia. 
Non dimentichiamoci che le nostre radici affondano in quei popoli dell’ Antichità che praticavano la guerra, il commercio e la schiavitù. E, come se non bastasse, continuiamo disprezzando i valori di altre culture umane considerandole inferiori e giustificando il nostro dominio per il loro bene. 
Questo comportamento è così ancorato in noi che, senza accorgercene, perpetuiamo certe credenze; per esempio - ci han fatto credere che il Paradiso Terrestre era situato in un luogo concreto e così appartenente al passato che si è perduto nella notte dei tempi... 
Ma il Paradiso Terrestre non è altro luogo che il Pianeta in tutta la sua estensione; e quello che per la cultura giudeo-islamica-cristiana è andato perso, per altri gruppi umani con culture ecologiche il Paradiso è il pezzo di pianeta nel quale vivono integrati, su biotopo, con economie non predatrici e accettando i suoi limiti. 
Vivere integrati nella creazione 
Dal punto di vista occidentale, la cultura degli aborigeni dell’ Africa Australe, è forse al giorno d’oggi la più sovversiva che esiste. 
Questo popolo, che solo fino a 200 anni fa occupava un territorio grande come da Gibilterra alla Siberia, mai ha praticato la guerra. I boscimani non solo non inventarono il fratricidio ma inventarono una dinamica sociale che oggi nei circoli New Age si considera una speranza evolutiva: decisioni per consenso e eguaglianza tra i sessi, è la forma di vita di questa cultura ancestrale.Chi sono i più evoluti? Quelli che inventarono la ruota e vanno sulle stelle o quelli che restarono nudi e non perdettero l’arte di vivere in armonia con la Creazione? 
La cultura occidentale pensa in termini di risorse naturali quando considera le ricchezze del Pianeta. L’acqua e l’aria, elementi che si pensavano beni inesauribili. incominciano ad essere risorse fragili la cui carestia è ben difficile da rimediare. Per questo, quando si analizzano profondamente le conseguenze dell’ esplorazione planetaria ci sommerge la tristezza... è come un lutto verso la vita, verso noi stessi e gli esseri cari. La sensazione di impotenza può essere paralizzante.... Cosa si può fare? Come essere di nuovo parte integra della vita planetaria? Come uscire da una economia immorale e parassita? Come impedire questo genocidio planetario, questo suicidio collettivo? 
Cosa succede oggi nel mondo civilizzato e nelle sue colonie economiche? 
Un’economia basata sulla crescita continua non può mantenersi indefinitamente, non è durevole. Ma ammettere questo è come ammettere che il nostro sistema è falso... e, chiaramente, si fa prima ad eliminare le minoranze, iniziare guerre, reprimere, sopprimere popoli interi... che ammettere il nostro errore. Intanto la spirale di causa-effetto segue il suo movimento inesorabile e le conseguenze di quest’errore fondamentale continuano a produrre catastrofi; Dognana oggi, Chernobyl ieri..... siamo alla resa dei conti. 

===[[Permacultura]], pensiero globale===
 
Negli anni ‘60, un giovane universitario della Tasmania di nome David Holmgren presentò come tesi per il dottorato negli studi sull’ambiente una specie di “strumento” ecologico cui
assegnò il nome di [[Permacultura]] ([[Bill Mollison]] era il professore relatore di tesi, e come succede a volte nell’ambiente universitario pirateggiò il lavoro dello studente). 
David ha diffuso un modello sistematico per organizzare, pianificare e disegnare, in un modo positivo e coerente con gli interessi di altre specie, tutto lo spazio che si trova nella zona rurale, urbana o industriale. Il disegno ecologico in [[Permacultura]] tiene in conto qual è il problema per proporre soluzioni al parassitismo convenzionale. Il pensiero lineare e riduzionista provoca ingiustizia e sofferenza negando la dinamica dell’Effetto Sinergico che regge la vita. Nel pianeta tutto è interconnesso, anche la Fisica Moderna riconosce l’Effetto Farfalla che sostiene che anche il movimento delle ali di una farfalla può provocare agli antipodi una catastrofe. 
L’originalità della [[Permacultura]] è che nello stesso tempo che si realizza un disegno pratico nella materia, impariamo a pensare globalmente, a vedere le connessioni. E quando attraversiamo la vertigine iniziale nell’usare la nostra mente in molteplici e simultanee direzioni sentiamo una pace profonda, permettendo al cervello di funzionare con i suoi emisferi complementari, in armonia creativa, manifestandoci qui e ora, senza parassitismo...Per sentirsi bene con noi stessi dobbiamo sentire che anche il pianeta si sente bene, tutto è in tutto e noi non facciamo eccezione; dunque culturalmente abbiamo perduto lo stato di grazia, ma come umani possiamo reintegrarlo e lì inizia l’ecologia. 
Rimediare all’ipersfruttamento 
Per fare un disegno ecologico più semplice è bene seguire un corso pratico in cui si lavora mentre si spiega e si apprende. Conviene anche leggere quello che si può sul disegno ecologico e cercare di fare esercizi mentali relazionando elementi che a prima vista possono sembrare disparati: che vantaggi possono esserci unendo un pollaio a una serra?... E, in quanto a quale tipo di agricoltura possiamo praticare nel nostro orto: la Biologica tradizionale, la Biologica della CEE, l’[[Agricoltura Biodinamica]], la Naturale di [[Masanobu Fukuoka]], la Sinergica..., la Permacultura non ha preso nessuna posizione, solo propone e raccomanda che non si coltivi con prodotti chimici. 
Personalmente ritengo che dover destrutturare il suolo e mantenerlo fertile artificialmente aggiungendo concime, compost, etc. è un errore che si va praticando sin dall’inizio dell’agricoltura e che forse è ora di rimediare poiché è responsabile di tantissima erosione nel pianeta. 
L’Agricoltura Sinergica che io pratico si è sviluppata a partire dal lavoro di [[Masanobu Fukuoka]] - agricoltore- microbiologo giapponese precursore della Permacultura - e si tratta di una agricoltura che permette al suolo di mantenersi selvaggio anche essendo coltivato, anche con alcuni adattamenti come può essere l’uso delle macchine. Quest’agricoltura ha una sua tecnica e non si può definire come del “Non Fare” come il metodo di Fukuoka, giacché mantiene una dinamica selvaggia in un suolo coltivato fertile e sano, il che richiede molto calcolo e organizzazione nel lavoro. 
La Riforma Agronomica che prevede il lavoro di Fukuoka permetterà di alimentare la popolazione umana in espansione quando il trasporto, il petrolio e i tanti elementi necessari all’agricoltura convenzionale verranno a mancare. Questa agricoltura auto-fertile tarderà ad essere adottata, però sta qui per correre in aiuto alla gente del pianeta

===COS’E L’AGRICOLTURA SINERGICA?===
 
La Sinergia implica il funzionamento dinamico e concertato di vari organi per realizzare una funzione. Così come nel nostro organismo tutto il sistema e i suoi elementi funzionano interrelazionandosi e con coerenza, questa sinergia è presente tra la terra ed i microrganismi che la abitano - arricchendola - o tra i legumi e i batteri fissatori di azoto atmosferico o nell’associazione tra piante che si danno mutuo beneficio. Questo sistema di agricoltura 
naturale, che affonda le sue radici negli insegnamenti di Fukuoka, protegge l’ecosistema del suolo permettendo alla terra di mantenere i suoi propri strati, senza agitarla né rivoltarla, comprendendo che la terra ha capacità di autofertilizzarsi. 
Lavorando su bancali (aiuole), di 120 cm di larghezza e 50 di altezza, il suolo si copre con pacciamatura, strato di resti organici che fa da filtro protettore tra la superficie della terra e i gas atmosferici, la forza disseccante del sole e quella compattante ed erosiva della pioggia e il vento. Copertura che diventa anche un concime di superficie che va ad alimentare la terra da sopra a sotto. Così si stabilisce nel suolo un equilibrio stabile tra i suoi abitanti, siano lombrichi lavoratori di profondità, lombrichi rossi del mantello (strato superficiale) o i miliardi di ogni specie di esseri microscopici vegetali o animali che vivono e muoiono nel suo seno. In nessun momento vanno traumatizzati modificando e sconvolgendo il loro habitat. 
Imitare ciò che fa la natura implica lasciare la terra sempre coperta con una pacciamatura, aperta solo negli spazi o nelle linee di semina. La pacciamatura si va trasformando in mantello, in humus. Affinché la terra disponga di materia organica dentro di sé, senza la necessità di interrarla, si lasciano sempre dentro le radici, eccetto quelle che si raccolgono per il consumo. Questi resti nutrono la flora intestinale della terra e questa a sua volta permette la nutrizione delle piante. Quando la fertilità della terra non si perde per l’erosione, non sono necessarie costanti compensazioni sotto forma di qualsiasi specie di concime, come lo sterco, e la fertilità si mantiene da sola. Tocca alle persone con spirito pioniere iniziare a praticare e aiutare gli altri a realizzare quest’agricoltura del nuovo millennio, essa è gia utilizzata in paesi con elevata densità di popolazione e con scarsità di mezzi.  ]]> 
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		<link>
			http://avambardo.atwiki.com/page/Agricoltura%20Naturale
		</link>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 21:25:42 +0000</pubDate>
	</item>
		<item>
		<title>
			 <![CDATA[ Compost ]]> 
		</title>
		<description>
			<![CDATA[ 
  Realizzazione del
compost
 
Per avere un buon
compost, bisogna ricordarsi che sono gli organismi del suolo a produrlo. Essi,
per vivere, hanno bisogno di tre parametri:

nutrienti equilibrati
composti da un misto di
materie carboniose (brune-dure-secche) e di materie azotate
(verdi-molli-umide)
umidità che proviene dalle materie azotate
(umide) ed eventualmente dall'acqua piovana o apportata manualmente
aria che si infiltra attraverso la porosità
prodotta dalla presenza delle sostanze carboniose strutturanti
(dure)

 
 
Cumulo
all'inizio del processo di compostaggio
I residui organici
compostabili sono:

rifiuti azotati: scarti vegetali, di
giardino (tagli di siepi, erba del prato...), foglie verdi, rifiuti domestici
(frazione umida), limitando i residui di origine animale e mischiandoli bene a
quelli di origine vegetale. È così possibile diminuire del 30-40 % la quantita
di spazzatura; inoltre molti comuni italiani prevedono una riduzione della
tassa sui rifiuti per coloro che dimostrano di praticare il
compostaggio;
rifiuti carboniosi: rami derivanti dalla
potatura (meglio se sminuzzati con un biotrituratore, altrimenti risulteranno
poco aggredibili da parte dei microrganismi), foglie secche, paglia (si terrà
da parte accuratamente queste materie e le si mischierà man mano ai rifiuti
azotati che si produrranno di giorno in giorno);
fondi di caffè, filtri di tè, gusci di
uova, gusci di noci;
lettiere biodegradabili di animali
erbivori;
carta, evitando quella stampata (anche
se oggigiorno i giornali non contengono più sostanze tossiche) e, soprattutto,
quella patinata.
pezzi di cartone (fungono anche da
rifugio ai lombrichi);
pezzi di tessuti 100% naturali (lana,
cotone), ecc.

2 o 3 volte all'anno
bisognerà rigirare il materiale per riattivare il processo di
compostaggio.
È anche possibile
utilizzate il metodo ancestrale della buca nel terreno nella quale interrare
gli scarti. Si hanno però molte perdite di azoto che percola nel suolo per
lisciviazione.
È fondamentale mantenere
il giusto grado d'umidità del materiale, altrimenti il processo sarà rallentato
se è troppo secco o troppo umido, inoltre in quest'ultimo caso avverranno
putrefazioni indesiderate (processo anaerobico). Per asciugare un cumulo troppo
umido si attua un rivoltamento del materiale, per inumidirlo si versa
dell'acqua (con la canna da giardino o con un innaffiatoio). Il tempo di
maturazione del compost è variabile a seconda delle condizioni climatiche e del
tipo di prodotto che si vuole ottenere.
Un compost di qualità
mediocre non può essere facilmente utilizzato. Può provocare sgradevoli odori
ed essere causa di sovracosti importanti. È dunque indispensabile che il
processo di compostaggio sia bene rispettato e seguito.
Dove scaricare un buon
manuale sul compostaggio domestico:
http://files.meetup.com/206790/Corso_Compostaggio_domestico.pdf
tratto da:  http://it.ekopedia.org/Pagina_principale
 

 ]]> 
		</description>
		<link>
			http://avambardo.atwiki.com/page/Compost
		</link>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 20:26:30 +0000</pubDate>
	</item>
		<item>
		<title>
			 <![CDATA[ Macerato d&#039;ortica ]]> 
		</title>
		<description>
			<![CDATA[ '''Il macerato d'ortica''' trova vastissimo impiego nell'agricoltura biologica; si ottiene a partire dalle foglie delle comuni ortiche ([[Urtica dioica]] e [[Urtica urens]]). 
Per prepararlo si utilizza la pianta intera (senza radici) ; il periodo migliore per la raccolta va dall'inizio dell'estate fino ad agosto, primo della formazione dei semi; tuttavia, se occorre macerato di ortica si possono raccogliere le piante ogniqualvolta sia necessario. In alternativa, è possibile raccogliere le piante di ortica nel periodo più favorevole e farle essiccare per poi utilizzarle al momento del bisogno, in quanto non vi è sensibile differenza nell'efficacia del macerato ottenuto da piante fresche o da piante essiccate, anche se il periodo migliore quanto a ricchezza di elementi nutritivi, è maggio. 
Il macerato d'ortica è ricco di calcio, potassio e azoto, rapidamente disponibili per le piante cui viene somministrato. In base ai dati sperimentali sappiamo che il macerato d'ortica, oltre a stimolare la crescita della pianta e lo sviluppo delle radici, favorisce anche la respirazione. 

'''Dosi''': un chilogrammo di pianta fresca (o 200 g di pianta essiccata) per ogni litro d'acqua, fredda e possibilmente piovana oppure acqua di fonte. 
Preparazione: il contenitore destinato a contenere le ortiche e l'acqua deve essere preferibilmente di terracotta, di ceramica o di legno, mentre sono da sconsigliare i contenitori metallici. 
Il recipiente non deve essere chiuso ermeticamente per permettere il ricambio d'aria. 
Bisogna rimescolare il liquido una volta al giorno: facendo questa operazione si sprigiona un intenso odore, che può essere ridotto unendo al preparato una manciata di litotamnio o di polvere di roccia prima di ogni rimescolata. Per facilitare la successiva operazione di filtraggio, è possibile porre il materiale vegetale da macerare in un sacco di iuta, che verrà immerso nel contenitore dell'acqua.
 
'''Somministrazione''': il macerato si somministra di solito con un erogatore a pompa. Si filtra dal recipiente dove è avvenuta la macerazione per evitare di intasare gli ugelli dello spruzzatore e quindi si distribuisce sulle piante o sul terreno ove necessario. 
Macerato di 12 ore: si utilizza concentrato, spruzzato sulle foglie, per combattere gli afidi, in particolare all'inizio dell'attacco. 
Macerato di 4 giorni: si utilizza diluito in acqua nella proporzione di 1:50, oppure con aggiunta di decotto di equiseto nel rapporto di 1:1,5 per combattere afidi e ragnetto rosso. 
Macerato maturo di 15 giorni: si diluisce in ragione di una parte per 10 parti di acqua e si irrora il terreno in vicinanza delle piante per stimolarne la crescita. 

Lo si può spargere anche sul cumulo del composto per accelerare la decomposizione. Aggiungendo una parte di macerato per 10 di acqua all'acqua utilizzata per innaffiare e aggiungendo polvere di roccia oppure polvere d'ossa o di corna o ancora letame ben stagionato, si ottiene un ottimo fertilizzante. Con la stessa diluizione si possono effettuare vaporizzazioni sulle foglie per favorire la formazione di clorofilla: attenzione però a non esagerare dal momento che potrebbero verificarsi bruciature sulle foglie.

Il macerato di ortica non diluito, distribuito direttamente sul cumulo, è utile per accelerare la maturazione del compost, mentre irrorato sul terreno tiene lontano le formiche. Diluito con acqua nel rapporto 1:20 risulta efficace per rinforzare e accelerare la crescita delle giovani piantine. Alla stessa diluizione, distribuito per tre giorni consecutivi, a intervalli di due settimane, è utile contro le crittogame (marciumi vari, bolla del pesco, peronospora, ticchiolatura), numerosi insetti (tignole, mosca delle ciliegie, sitona dei piselli) ed acari (ragnetto rosso). Il macerato può essere utilizzato anche per bagnare le radici delle piantine prima della loro messa a dimora o per disinfettare le sementi. Alla diluizione di 1:10 il macerato è un efficace rimedio per recuperare le piante avvizzite tramite il bagno delle radici effettuato immergendo il vaso nella soluzione. 

'''Un particolare preparato''' a base di ortica è il &quot;macerato in fermentazione&quot; ottenuto con una macerazione incompleta di sole 12-24 ore. Si utilizza diluito con acqua nel rapporto di 1:50 contro afidi, cocciniglie e acari effettuando tre trattamenti distanziati di tre giorni. Il macerato di ortica non deve mai essere impiegato sui cavoli e su tutte le altre crucifere, poiché il suo intenso odore attira la cavolaia, sugli ortaggi e sulla frutta destinata alla conservazione in particolare zucche e mele; mentre i trattamenti effettuati sul pomodoro e sul cetriolo debbono essere limitati esclusivamente al terreno per evitare l'insorgere di infezioni.      ]]> 
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			http://avambardo.atwiki.com/page/Macerato%20d%27ortica
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 20:26:00 +0000</pubDate>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 19:47:20 +0000</pubDate>
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