Per conservare il prodotto è spesso necessario sottoporre il materiale ad alcuni trattamenti subito dopo la raccolta, al fine di evitare processi fermentativi dovuti all’attività enzimatica. Una tra le pratiche più comuni è l’essiccamento. Si tratta di un processo di trasformazione che consiste nell’eliminare l’acqua libera presente nel vegetale, affinché le attività enzimatica e microbica non intacchino i principi attivi alterando le proprietà e i caratteri organolettici. Inoltre, l’essiccamento permette di ridurre il peso del raccolto facilitandone il trasporto anche su lunghe distanze.L’essiccazione di tutte le specie officinali, da effettuarsi nel più breve tempo possibile, deve avvenire in ambienti controllati, bui, asciutti, caldi, ventilati. L’essiccazione può essere fatta all’ombra su tralicci o telai, sistemati in locali ampi ed arieggiati quali fienili, solai, porticati. L’essiccazione effettuata in serra, su graticci o telai, invece, permette di accelerare la disidratazione del prodotto. All’interno della serra occorrerà ridurre al minimo la luminosità mediante reti ombreggianti o altro materiale simile, e provvedere al montaggio di ventilatori in prossimità delle porte per facilitare il ricambio di aria. Il processo di essiccazione più diffuso avviene in locali chiusi, riscaldati con aria calda proveniente da una fonte di calore quale una caldaia posta all’esterno del locale o un collettore assiale ad aria. L’essiccazione in cella ad aria deumidificata ed a bassa temperatura avviene mediante abbassamento dell’umidità dell’aria tramite apposite apparecchiature aspiranti; la deumidificazione avviene mediante un energico raffreddamento con reimmissione in circolo dell’aria stessa, dopo averla riportata alla temperatura prefissata. Questo procedimento consente di realizzare un circolo continuo di aria sempre più secca, che provoca l’eliminazione dell’acqua per evaporazione (l’acqua evaporata, trasferita all’impianto, verrà condensata e drenata). Durante tutto il procedimento la temperatura all’interno della serra rimane costantemente a 35-40 gradi. Questo processo di essiccazione garantisce condizioni igieniche ottimali, salvaguardando i principi attivi e le qualità organolettiche del prodotto.
Processo di trasformazione, da effettuarsi dopo la raccolta, è la distillazione in corrente di vapore, che consiste nell’estrazione degli oli essenziali contenuti nella pianta. Il processo di distillazione può essere effettuato impiegando parte di pianta verde appena raccolta, appassita o secca. Il prodotto che si ottiene è un liquido oleoso di colorazione variabile in funzione della droga distillata, con odore caratteristico e ricordante la pianta dalla quale si è estratto. Gli oli essenziali sono molto concentrati e sono quasi sempre destinati alle aziende farmaceutiche, cosmetiche, liquoristiche, alimentari e conserviere. Data la loro particolare composizione la conservazione degli oli essenziali andrà fatta all’interno di contenitori di vetro scuro, o in acciaio inox e posti in locali a temperatura costante. I distillatori più comunemente impiegati nella distillazione casalinga sono del tipo a fuoco diretto o in corrente di vapore. Gli alambicchi hanno dimensioni variabili e sono spesso legati al quantitativo di materiale da distillare. Quasi tutti i distillatori attualmente utilizzati sono del tipo a carico discontinuo, cioè con interruzione della distillazione per il carico e lo scarico della droga. Nella distillazione grande importanza deve essere data al serpentino di raffreddamento, che se ben proporzionato e perfettamente funzionante, permette un rapido e completo recupero degli oli essenziali senza rischi di alterazione del profumo.